Il primo requisito da cui partire per praticare la tartuficoltura con successo è la messa a dimora di piante di qualità elevata,sia per quel che concerne il grado di micorrizazione sia per lo sviluppo vegetativo e radicale. In particolare lo sviluppo di un’architettura radicale priva di difetti e contenente un buon numero di radici assorbenti,a carico delle quali avviene la simbiosi,consente la produzione di piantine che una volta messe a dimora saranno in grado di garantire ottimi risultati sia al tartuficoltore esperto che al neofita.

Presso il vivaio ASSAM “Alto Tenna” di Amandola si producono con risultati soddisfacenti piante micorrizate,ed al fine di garantirne e se possibile incrementarne la qualità si è avviata una collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche consistente nella verifica di diversi tipi di vaso e di substrati nella coltivazione di roverella (Quercus pubuscens) in simbiosi con tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum).

 

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